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Friday, December 17, 2010

Divani accoglienti: sceglierli partendo dall'albero di Natale

La qualità da cui la definizione "divano" non può prescinedere è proprio l'accoglienza, fatta comodità e fatta calore. Se nei dizionari generici la definizione più o meno diffusa di divano è un banalissimo "sedile imbottito a più posti", nel dizionario coniato e ideato esclusivamente per la casa, il divano dovrebbe spiegarsi come "un luogo espressamente dedicato al comodo relax, un rifugio per essere cullati, coccolati, accarezzati".

E se c'è una cosa che in questo periodo natalizio mi fa fare un'immediata associazione mentale con il calore, l'accoglienza e l'atmosfera intima, raccolta e soffice, è l'albero di Natale, simbolo ormai più o meno classico di questa parte dell'anno, che però riesce sempre a regalarmi sensazioni morbide e piacevoli, con le sue luci, con le decorazioni scelte e sistemate con cura.

Così, ho avuto un'idea bislacca: in un ipotetico mondo in cui una persona si ritrovi per le mani e per la testa una casa nuova o una stanza tutta nuova, essendosi portato dietro come unico bagaglio il tanto amato albero di Natale, questa persona potrebbe partire proprio da quest'ultimo per scegliere l'arredamento nuovo.

Potrebbe essere il tema di un racconto fantastico, a cui però mi piace pensare in questo momento annualmente magico, contornato esso stesso di storie e di leggende. Ecco, questa potrebbe essere la nostra personale storia di Natale, quella raccontata attraverso gli arredi e gli oggetti a noi cari in casa.

C'è un luogo su tutti in casa dove l'albero di Natale troverebbe secondo me la sua naturale collocazione: accanto al divano. Se infatti quest'ultimo è sinonimo di calore e di accoglienza, non può che essere abbinato a un oggetto come l'albero di Natale.

Allora il nostro ipotetico personaggio partirebbe alla ricerca di un divano accogliente e speciale come il suo tanto amato alberello di Natale, un divano intimo e raccolto, un divano con i colori delle sue decorazioni preferite, un divano con le forme morbide delle palline di Natale.

Se ad esempio il nostro protagonista avesse un albero di Natale con decorazioni floreali, sui toni del rosa pastello, quale divano potrebbe abbinarci? La risposta più azzeccata? Il divano in tessuto Dream, morbidissimo, profondo quanto basta per un comfort totale e un'intimità assicurata, con cuscini a tema floreale e in una tonalità che farebbe un grande effetto con le decorazioni rosa.



Se invece il nostro omino avesse un albero di Natale bianco e argento, carico di neve e di particolari scintillanti, quale divano potrebbe scegliere? Io credo che il divano Monopoli, con la sua forma naturalmente votata all'accoglienza, con i suoi colori pacati e con la comodità dei suoi finissimi rivestimenti in tessuto e in pelle, sarebbe l'ideale.



E se infine il nostro personaggio avesse un albero di Natale rosso e oro, quale divano potrebbe costituire l'abbinamento ideale? Sicuramente il divano Timor sarebbe la risposta maggiormente abbinabile e sicuramente la più accogliente, adatta a sposarsi con colori così accesi e decisi.

Friday, December 3, 2010

La casa moderna è un non-luogo?

Sul numero di novembre della rivista AD mi è capitato di leggere un'interessantissima intervista a Marc Augé, antropologo ed etnologo diventato famoso per il concetto di "non-luogo", coniato per definire tutti quei posti che nell'era moderna non hanno una verà e propria identità funzionale o fisica, ma che sono visti più come luoghi di passaggio e quindi di inconsistenza, come le stazioni, i centri commerciali o, più recentemente, il Web con tutti i suoi "spazi" virtuali, come blog, forum o social network.

Secondo l'antropologo, anche la casa moderna si starebbe apprestando a diventare il non-luogo del Terzo Millennio, soggetto a un decentramento ormai inevitabile. Augé sostiene infatti che la concezione interna degli spazi della casa, unita all'utilizzo massiccio della tecnologia, stia trasformando il luogo adibito ad abitazione in un non-luogo in cui la prima attività diventa quella di socializzare con l'esterno, e la cui funzione primaria non rimane più quella di condividere la vita all'interno, tra familiari e abitanti.

Una volta, dice Augé, la casa era sinonimo di focolare e di socializzazione interna; il perno della casa girava intorno alle persone e non agli oggetti, tantomeno a una tecnologia che porterebbe a guardare sempre di più al "fuori", non prestando più attenzione al "dentro". Spazi chiusi e sempre più privati e intimi, concorrerebbero a rafforzare questa concezione.

Per quanto l'analisi di Augé rimanga acuta e non priva di fondamento per quanto riguarda il decentramento e l'utilizzo della tecnologia, mi sento di dissentire circa la concezione della casa come assembramento di spazi chiusi e isolanti, in dirittura d'arrivo per diventare un "non-luogo".

A mio parere la casa invece è oggi l'unico punto di riferimento saldo, l'unica realtà vera e solida, in un vortice di cose sfuggenti. E l'attenzione che viene posta all'abitare, alle comodità, ai comfort, alla stessa estetica della casa, è il segno più tangibile che il focolare non è stato dimenticato.

Anzi: la concezione moderna degli spazi cerca sì la privacy, ma soltanto quando necessaria; per il resto si va sempre più verso l'integrazione degli ambienti, verso l'open, l'apertura, e quindi verso la condivisione.

La cucina diventa soggiorno, il soggiorno diventa cucina, la sala da pranzo diventa living, la camera da letto entra nell'open space, la vasca da bagno arriva in camera da letto. Come ci si potrebbe chiudere in un luogo concepito in questo modo?

Inoltre la tecnologia, soprattutto applicata alla casa, è concepita per dar vita a scenari sempre più vivibili, comodi, confortevoli. Da sole o in compagnia, sono le persone che scelgono in cosa trasformare la propria casa e se renderla un luogo, bello e godibile, oppure un non-luogo decentrato.

E certo gli strumenti per rendere le case dei luoghi vivibili e piacevoli non mancano: gli arredi sono il primo mezzo per non dimenticare il concetto di focolare, per far integrare ambienti e persone in un unicum socializzato e socializzante, grazie alle estetiche tanto versatili, ma anche uniformanti e aggreganti.

Il soggiorno o living o come lo si voglia chiamare nel linguaggio contemporaneo, è l'emblema di questo unicum, così come lo è la cucina: luoghi, a tutti gli effetti, dove oltre a rilassarsi, si chiacchiera e si lavora, si cucina, si prepara, si gusta. Luoghi veri davvero, luoghi che non hanno nulla a che fare con l'evanescenza.

Come potrebbe diventare il salotto Bellerive un non-luogo? Non trovo un modo per non figurarmelo ad accogliere almeno 5 o 6 persone intente a chiacchierare, a scambiarsi battute e pareri, a giocare, a confidarsi.



Come potrebbe il divano Rondò diventare un non-luogo? Con la sua forma ludica, naturalmente portata alla condivisione e al calore dell'accoglienza?



Come potrebbe la cucina Vision diventare un non-luogo? Con la sua predisposizione all'apertura, all'integrazione, al colore che già di per sè aggrega?



L'elenco potrebbe continuare all'infinito, perchè io credo fermamente nella casa di oggi come Luogo, con la L maiuscola, come rifugio, come punto fermo, come cuore pulsante della vita contemporanea, fatta di tante cose e di poco tempo è vero, ma anche della certezza di poter trovare nella casa a propria immagine e somiglianza un'ispirazione costante alla bellezza e alla positività.

Friday, November 5, 2010

Divani con penisola per il salotto contemporaneo

Il divano con penisola: l'evoluzione moderna del divano angolare, la grande soluzione per i piccoli spazi, l'espressione più elegante del salotto contemporaneo.

Penisola: è un termine che piace agli addetti ai lavori, a coloro che scelgono le definizioni destinate a caratterizzare le nostre case per anni, decenni, chissà forse epoche. Ma chi sono poi coloro che scelgono? Entità invisibili, impalpabili. Certo è che penisola è una parola che ricorre: la troviamo in cucina, appunto in salotto e in ogni luogo della casa dove un arredo possa vagamente ricordare quel territorio geografico circondato per tre lati dal mare. Che poi è la forma del nostro Paese, la nostra forma, in tutti i sensi.

Avere in casa pezzi d'arredo circondati dal mare su tre lati, somiglierebbe a una favola: bella o brutta, lo lascio decidere a voi e al vostro amore per le sconfinate distese d'acqua. Quel che è certo è che la penisola rimane per tre lati libera da ancore e da vincoli. Per questo un divano con penisola è più libero di altri, più versatile di altri.

Il divano con penisola infatti si adatta sia a una sistemazione salvaspazio, quindi andando a recuperare un angolo tra due pareti altrimenti inutilizzato, sia a una sistemazione "open", dove il divano rimane al centro, e dell'attenzione, e della metratura.

A seconda della grandezza della penisola poi, il divano può trasformarsi in letto, in comoda chaise longue per una o anche per due persone, o in un'insolita "isola" divertente, soffice e spaziosa dove poter giocare con i ragazzi e i bambini di casa.

In pelle, in tessuto, in ecopelle, il divano con penisola è l'arredo che meglio si presta a caratterizzare un salotto contemporaneo, dove le forme talvolta rigorose prevalgono, ma dove è d'obbligo assoluto la comodità, anche per 4 o 5 persone in un ambiente neanche troppo grande.

Il divano con penisola Planet è una delle espressioni più caratteristiche dello stile contemporaneo, elegante ma anche brioso: a tratti minimalista, a tratti più easy, sicuramente reso particolare dalla bordatura a contrasto e dal piedino in acciaio cromato.



Il divano con penisola Gherry incarna perfettamente il luogo perfetto del relax adattabile a qualunque gusto, a qualunque stile e a qualunque casa con l'ambizione della comodità; ma è anche espressione di un'estetica accattivante, grazie alla vasta disponibilità di rivestimenti da scegliere.



Il divano Wilson, con la sua amplissima penisola, morbida e soffice solo a guardarla, diventa facilmente teatro di riposo assoluto o di divertenti giochi con il resto della famiglia.




Thursday, October 22, 2009

Ad ogni divano il suo tappeto: la promozione d'autunno

Come gli anni scorsi anche per questo autunno abbiamo pianificato una promozione per il salotto.

Acquistando uno dei nostri salotti il cliente avrà diritto ad un Buono Omaggio da spendere su un tappeto esposto, il giusto complemento per il salotto.


I nostri divani e salotti sono tutti altamente personalizzabili: divani lineari, divani con penisola, salotti angolari componibili; in pelle o in tessuto con rivestimenti scelti da vasti campionari; divani letto, estraibili od i cosiddetti divani "trasformabili".


Una promozione semplice ed efficace, senza troppe regole, per una vera convenienza su salotti e tappeti: tutti i dettagli presso la nostra sede di Lentate sul Seveso, con più di 30 salotti esposti.

A presto!

Monday, July 27, 2009

I pouf: in salotto o altrove, arredi dalle molteplici possibilità

Pouf di qua pouf di là, dove li troverai? Adatto le note di una canzoncina tanto cara alla mia generazione, a creature dalle sembianze cangianti, facili a cambiare, facili a spostarsi, con un carattere che effettivamente, per la sua servilità, assomiglia a quello di piccoli gnomi della foresta.

Innanzitutto i pouf sono soliti portare abiti anche molto diversi: si vestono con pelle, con rifinitura capitonnè, con tessuti, il tutto con colori tra i più vari. Non esiste una divisa unica per tutta la tribù dei pouf, diciamo che cambiano a seconda del volere del loro padrone.

E poi non tutti hanno la stessa funzione: solitamente quelli più abili ne hanno diverse, mentre quelli molto belli ne hanno una soltanto. Quest'ultima è quella di fornire un appoggio comodo, morbido e saldo ai propri padroni, dando un tocco di allegria oppure di eleganza all'intero salotto.

I pouf più abili invece hanno anche altri compiti: diventano essi stessi delle piccole poltrone, si trasformano in piccoli tavolini da salotto, nascondono vani contenitore, diventano letti oppure ancora fungono da comodini.

Pensate che un giorno io ne ho trovato uno nel mio bagno, che voleva diventare col suo vano contenitore il mio portabiancheria.

Ah sì perchè poi i pouf hanno fiuto e buon gusto nel scegliere i loro padroni: non servirebbero mai qualcuno privo di stile, che sia esso sobrio ed elegante, eccentrico e colorato, classico o contemporaneo. L'importante è che lo stile ci sia, poi alcuni pouf si adattano una volta a essere classici, una volta a essere contemporanei, talvolta a essere minimali, altre volte a essere sgargianti. Uno stesso pouf può mostrare molta versatilità, nonchè una grande capacità di adattamento.

Come il pouf in tessuto Comodo: come dice il nome, un tripudio di comodità, per un pouf che con semplici gesti può trasformarsi in poltrona, in contenitore, in poggiapiedi, disponibile in tanti, tantissimi colori.

Oppure c'è il pouf in pelle Lodge: un magnifico esempio di come un pouf possa trasformarsi in piano d'appoggio o addirittura in un comodino alternativo, rivestito in elegante pelle o con la raffinatissima versione capitonnè.


Altrimenti c'è il pouf zen con base in legno: non solo poggiapiedi ma anche elegante tavolino da salotto, coordinabile con i divani, in pelle o in tessuto.


Saturday, July 25, 2009

L'arredamento della casa dei sogni: un sondaggio online

Un breve post per comunicare una certa soddisfazione.

Sul bel sito Yahoo Answers l'utente Serena B ha aperto questo sondaggio: "...dovete mettere 1 immagine della casa dei vostri sogni con cucina, soggiorno/salone, camera da letto, camera dei bambini...".

Ci sono state 20 risposte in totale, in 4 giorni.

99 link postati con immagini tratte da siti di mobili e arredamento: 10 link verso il nostro sito.

Che dire...sono senza parole per l'apprezzamento: nell'infinità di proposte che si trovano online dedicate all'arredamento, le milioni di immagini che la rete propone di mobili e stanze arredate...sapere che il 10% dei link postati per questo sondaggio porta ai nostri mobili ed alle nostre collezioni, beh, lasciateci essere euforici del risultato.

Ecco qui gli arredamenti linkati dagli utenti di Yahoo Answers:
- il letto rotondo Infinity (link inserito nella "Miglior Risposta")
- un mobile soggiorno Planning per un nostro cliente di Milano

Concludiamo qui questo breve post del sabato sera, prima di goderci un po' di relax sostenuti da queste piccole/grandi gioie del lavoro.

Scrivo spesso a riguardo del nostro impegno per il servizio, per la progettazione 3D: in questo caso ricordo invece con piacere che lavoriamo costantemente anche per portare ai nostri clienti le collezioni più attuali e con il miglior rapporto qualità-prezzo...lunedì mattina continueremo in questa direzione sostenuti "dal 10% degli utenti della rete"! ;-)

A presto!

Friday, March 13, 2009

Lo stile cittadino in salotto

Gli stili d'arredamento sono la personalità oggettiva degli ambienti di una casa, sono la superficie d'impatto tramite cui si possono operare delle scelte di gusto; essi costituiscono le basi da poter combinare insieme per creare stili personali, originali e unici; dall'altra possono invece essere dei semplici specchi, modelli a cui ispirarsi totalmente e da imitare senza remore.

Un tempo, gli stili potevano essere semplicemente le abitudini di arredo di un certo momento storico-geografico, con suoi materiali e sue forme.
Oggi gli stili d'arredo nascono dalla combinazione di materiali innovativi, linee di ogni genere, colori sempre più azzardati; oggi gli stili d'arredo si sono moltiplicati e continuano a crescere, inglobando sempre nuove tendenze e creazioni originali di singole menti geniali, oltre a comprendere esigenze sempre più diversificate da parte dei consumatori.

Tra gli stili d'arredo di ultima generazione, può rientrare un certo carattere, che ricorda molto la visione nell'immaginario collettivo della città. Non una città in particolare, ma la città come status symbol, la città generica, la città come agglomerato caotico ma anche affascinante, di persone, attività e cose, la città come luogo di accadimenti straordinari, nel bene e nel male.

Lo stile cittadino è sobrio, lineare, regolare, spesso elegante, sicuramente un po' austero. Ricorda la linearità che la città vorrebbe e dovrebbe avere e che spesso non ha, ricorda la frenesia e la serietà di uomini e donne in carriera, ricorda l'ordine di una casa poco vissuta, perchè chi la abita ha continuamente altri impegni.

Lo stile cittadino mescola un po' di tristezza e commozione, forse nostalgia di una vita più comoda e tranquilla, ma testimonia anche l'intraprendenza e l'intelligenza di chi è capace di destreggiarsi in una jungla d'asfalto. Uno stile venato di malinconia, a volte neutro e indifferente, come i tanti passanti di un qualunque marciapiede, e ce lo dicono i suoi colori, tenui e sobri: bianco, beige, nero, grigio; soprattutto grigio: fumè, nebbia, fumo di Londra, appunto.

L'ambiente che si adatta meglio a questo stile è la zona giorno: salotto, soggiorno, living. Di notte, in privato, in camera da letto l'austera e professionale anima cittadina, può diventare morbida e soffice quanto desidera. Ma di giorno no.
Ecco perchè i principali protagonisti dello stile cittadino sono i divani: in tessuto o in pelle, l'importante è che le linee siano regolari e le proporzioni doverose.

Lodge è un esempio illuminante: imponente, severo, dalle precise linee squadrate, nero, grigio o bianco, con tante finiture disponibili per la struttura.
Anche Klaus è adatto allo stile cittadino: oltre ai colori e alle forme tipiche, è anche dotato di meccanismi di regolazione per sedute e schienali, per il fulmineo, ma profondo relax che si merita l'anima cittadina.


Itaca, soprattutto nella versione in pelle, è l'estremismo di questo stile: quasi un trono, dalle dimensioni dilatate, per caratterizzare lo status del professionista.


Anche Sivolo è stile cittadino: ha particolari originali, come le inclinazioni della linea dei braccioli, ma è sempre lineare, neutro ed estemamente elegante.


Monday, December 22, 2008

I divani del loft

Il loft, questo sconosciuto che sta invadendo sempre più i sogni e l'immaginario collettivo degli italiani. Peraltro notevolmente in ritardo rispetto agli altri Paesi occidentali (quale novità!), il loft è una delle parole che più ricorrono nel mondo del design italiano ultimamente, ma anche nel mondo della moda, dello stile, delle tendenze.

Ebbene? Questo fantomatico loft, cos'è in realtà? Il loft è una particolare tipologia abitativa, ricavata dalla ristrutturazione ad uso abitativo appunto, di ex magazzini prima destinati alla produzione e all'industria.

Ne convengono alcune qualità particolari, che ricorrono simili a caratterizzare ogni loft: soffitti molto alti, da cui derivano nella maggior parte dei casi soppalchi e passerelle; finestre molto grandi; spazi piuttosto allargati e ambienti open space; strutture a vista e numerosi pilastri a interrompere idealmente lo spazio e a renderlo nello stesso tempo continuo.

Anche nell'arredamento il loft si distingue quindi in qualche modo dal resto delle tipologie abitative: grandi spazi caratterizzati dal prevalente gusto minimale, dove moderno e classico sono amalgamati insieme in un mix piacevolissimo, con materiali molto caratteristici in netto contrasto. Legni grezzi sul pavimento, e sul soffitto, acciaio e metallo negli arredi; laccati e materiali di ultima generazione, cristalli e vetri temperati, pelle tradizionale.

Il caratteristico "spazio aperto" che unisce l'intera zona giorno del loft, crea automaticamente dei protagonisti per i proprietari del loft e per i loro ospiti: sto parlando dei divani.

Sono loro a dare la principale connotazione di un loft e necessariamente devono essere posti nella posizione da protagonisti, al centro del palco, in mezzo all'open space.

Per interpretare il primo ruolo nello spettacolo del loft, il divano deve essere innanzitutto spazioso, grande, allargato.

In secondo luogo le linee del divano devono essere ben definite e squadrate.

Il materiale dipende dal contrasto che si vuole creare: tessuto per contrastare il tradizionale, pelle per contraltare il moderno.

In ultimo, il divano del loft deve avere dei colori che ben si sposino con i materiali e il minimalismo che regna sovrano in questo luogo; il più indicato è proprio il bianco; seguono il grigio e il marrone in tutte le sue declinazioni.

Ecco alcuni dei divani che vedrei decisamente sfilare sulla passerella del loft.

Kubo: forme squadrate, materiali da scegliere secondo il gusto, riferimenti vintage che nel loft trionferebbero con successo.

Sivolo, perfetto nei colori e nelle forme, con sedili reclinabili per il massimo della comodità e per ammirare più morbidamente lo spettacolo del loft.

Supremme: squadrato ma morbido, spazioso e grigio. Ideale per un loft di carattere.

Wednesday, December 3, 2008

...che colori il salotto!

Abbiamo preso spunto dal bel post di Olivia che scherza sulle curve del divano ed abbiamo pensato a come divani e salotti siano in fondo "colore".


La scelta di un salotto.

E' normale che quando si acquista un salotto si scelga il modello che per design, comodità e misure incontra al meglio le proprie esigenze: in questo senso l'esposizione di Lentate sul Seveso (in Brianza, provincia di Milano) ci aiuta concretamente con 35 modelli esposti, con salotti in tessuto, divani in pelle, proposte bicolore...
I clienti si basano sul proprio gusto e sulle propria idea di comfort per valutare design e comodità, e i nostri arredatori offrono consulenza per quanto riguarda misure, componibilità ed accostamenti cromatici.

A volte però succede che di fronte ad una Collezione Rivestimenti con più di 1.000 alternative di tessuto e pelle il cliente si senta un po' smarrito di fronte a così tante possibilità. Va da sè che l'esperienza dei nostri arredatori nell'abbinare materiali e colori diventa una base preziosa per arrivare alla scelta migliore, ma al tempo stesso abbiamo voluto trovare un modo per offrire un servizio innovativo e che vada veramente a rispondere alle domande dei nostri clienti.


Lo "scenario" fra cliente ed arredatore.

"Come verrà il mio salotto?"
"E' una domanda legittima" rispondiamo noi.

Pochi giorni fa, per esempio, abbiamo proposto ad un nostro cliente un salotto Unico in composizione angolare di cm. 297x297, con struttura in pelle bordeaux, cuscini di schiena in tessuto a righe ondulate sui toni del rosso e bordeaux e cuscinetti d'appoggio in tessuto a pois coordinati in tinta.

"Cosa dice sig. Arredatore, è un bell'abbinamento inserito nel mio soggiorno?"
"Giudichi lei sig. Cliente" rispondiamo noi, e a questo punto realizziamo un'immagine fotorealistica del salotto prima di metterlo in produzione


Il servizio di progettazione per i salotti.

Ed ecco quello che intendiamo per "servizio innovativo" che si basa sulla progettazione 3D presentata in precedenza su questo blog (per la visione completa basta cliccare sull'immagine):


Ad esempio il salotto Popper in tessuto, che con le sue forme moderne e squadrate ben si abbina ai soggiorni minimalisti; in questa versione è presentato con lo schienale imbottito, ma è disponibile anche con lo schienale-libreria in legno.


In un altro caso per la progettazione di un soggiorno a Como abbiamo progettato uno divano Swing lineare con penisola di cm. 300x170 , in tessuto Grigio Antracite con cuscini di schiena e d'appoggio con lo stesso tessuto nelle varianti Grigio Piuma e Nero.


Ovviamente non ci fermiamo qui...non si fermano i "lavori in corso", sia dal punto di vista delle collezioni proposte che dei servizi collegati che offriamo ai clienti.

A presto!

Friday, November 28, 2008

Che curve il divano!

Il divano: ultima evoluzione della dormeuse settecentesca, probabilmente del triclinio romano, sicuramente dei morbidi, giganteschi cuscini delle antiche tradizioni orientali, dai califfi del Medio Oriente agli imperatori dell'Estremo Oriente.

Cos'è oggi il divano? Luogo di relax di giorno e anche di sera, occasione di incontro e di conversazione con gli amici, il posto ideale per immergersi nella multimedialità e nelle esperienze sensoriali davanti alla tv, agli schermi giganti, tra le casse di uno stereo.

Se la cucina è il simbolo della convivialità, il divano è l'emblema dell'accoglienza, della morbidezza, del calore di una casa, forse dell'antico focolare. Il divano poi, in questo particolare periodo dell'anno è il ritrovo eletto del dopo-pranzo di Natale, del dopo-cenone di Capodanno, dei bambini, piccoli e grandi, che aprono i regali vicino all'albero.

Sempre al centro di sperimentazioni, evoluzioni, soluzioni estreme, ricerche di linee e materiali ogni volta più confortevoli e comodi, il divano ha subito diversissime trasformazioni, assumendo ormai ogni tipo di forma.

Tuttavia il disegno contemporaneo che evoca maggiormente l'idea del focolare, delle storie raccontate a mezza voce la sera intorno al fuoco, è quella morbida e avvolgente del semicerchio, delle curve, di angoli che in realtà vanno sistemati al centro delle stanze, protagonisti di tutto il living.

Gli esempi sono innumerevoli: dai più lineari come Isla Bonita di Alberta Salotti, alle conseguenze più estreme come Moon System di Karim Rashid per B&B Italia.

Passando per il morbidissimo Guru, un fantastico connubio tra la pelle ed il tessuto, con colori e fantasie che attirano e giocano con il nostro desiderio di relax.



E come non pensare al modello Miami, con struttura in legno, pelli e tessuti sfoderabili, dalla forma assolutamente avvolgente.




E come non parlare di Rondò, un divano dalle accoglienti proprietà rilassanti, caratterizzato anche da comodissimi poggiatesta regolabili e grandi cuscini in cui perdersi.




Saturday, May 26, 2007

Il "made in Italy" è sempre avanti, anche se...

...anche se il gusto anglosassone nell'arredamento d'interni può essere sempre spunto anche per noi arredatori italiani.

Come ho accennato all'apertura del blog ho un rapporto abbastanza "stretto" con la cultura anglosassone: viaggiando per Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, ed avendo ovviamente una deformazione professionale congenita, mi sono sempre soffermato ad osservare i mobili e l'arredamento che trovavo.


Il gusto e le tendenze.
La differenza principale fra gli arredamenti italiani e quelli anglosassoni sta nel differente approccio alla decorazione. Te ne accorgi semplicemente visitando normalissime abitazioni della cosiddetta "working class" o sfogliando "magazines" dedicati...ma il modo in cui me ne sono personalmente convinto è parlando di me stesso.

Negli ultimi 4 anni ho viaggiato molto e conosciuto (conosciuto bene in molti casi) tantissime persone da tutta Europa ed anche dall'Estremo Oriente. Quando nelle fasi iniziali della conoscenza si arriva alla domanda "What do you do for a living?", la mia risposta è ormai da qualche anno "Well...I'm an interior designer", senza dilungarmi su quello che faccio in dettaglio.

Sono proprio coloro che si interessano di più alla cosa (forse per cortesia, forse per reale interesse), che mi fanno accorgere di queste differenze. "...ma quindi come funziona? I clienti vengono da te e tu gli decori la casa?"

La differenza sta tutta lì, nella decorazione, e da sempre il concetto stesso di decorazione è strettamente connesso ad una concezione classica dell'arredamento.

Cosa non mi piace.
Partiamo quindi dalle cose in cui gli anglosassoni (a cui io sono tanto affezionato, non me ne vogliano) sono un po' "indietro": innanzitutto un certo tipo di mobile moderno noioso (poco componibile), di basso livello qualitatitivo e di scarsa personalizzazione; poi abbiamo le immancabili ed omnipresenti moquette (la loro "carpetry"). Ad eccezione di qualche loft "super-chic" direi che la moquette è assolutamente immancabile dalle abitazioni inglesi, spesso (sigh) anche in bagno. La moquette innegabilmente offre potenzialità decorative che pietre e parquet non offrono, è morbida, "calda"...ma spesso poco pratica e poco igienica (prima ancora di esprimere valutazioni estetiche). Forse per abitudine personale devo ammettere che potrei diventare un supporter delle moquette per le camere da letto: con una sobria tinta unita, dopo essermi lasciato le "sporche scarpe" nell'armadio guardaroba, posso godermi la morbidezza ed il colore della moquette senza preoccuparmi dell'aspetto pulizia-igiene.

Cosa invece mi piace.
Sul mobile classico già gli anglosassoni se la cavano di più che sui mobili moderni ;-)
Ci sono bellissime collezioni di sale da pranzo, un po' perchè le sale da pranzo sono particolarmente adatte alla classica configurazione di tavolo-credenza-vetrina, un po' perchè le abitazioni sono spesso conformate con la stanza salotto e con la stanza tinello magari non grandissime ma ben distinte.
Dove però il gusto inglese veramente brilla è nell'armonica commistione di linee e colori che si crea dal coordinamento fra moquette, carte da parati (spesso più carte sovrapposte), tende, tovaglie, cornici in gesso, zoccolini decorati e così via... A volte questi elementi sono anche fastidiosi se li si vuole mantenere con dell'arredamento moderno in quanto creano spessori che mal si conciliano con il concetto di mobili su-misura, ma bisogna ammettere che aiutano a rendere l'idea di ambiente perfettamente coordinato.
E' per questi concetti in fondo che i miei amichetti stranieri pensano appunto che mi occupi anche di queste cose ;-)
...e voi direte "ma allora su cosa possiamo prendere spunto?" Beh, sugli imbottiti per esempio, siano essi letti o salotti, gli anglosassoni mostrano, come del resto i francesi, una passione particolare che li spinge a lavorare sull'accostamento di tessuti diversi: in fondo anche il concetto di "table habillè", tavola abbigliata, usato come comodino o tavolino, ha la stessa origine.

Un'ultima differenza (ed un arrivederci).
Gli anglosassoni si traferiscono molto più spesso di noi e questo li porta a vendere armadi (spesso armadi a muro) e cucine insieme con la loro abitazione. Da qui un'attenzione maggiore per i letti, i salotti e l'area giorno in generale.
Appena possibile cercherò di postare le immagini di una recente fornitura fatta ad un nostro caro cliente di Harpenden, a nord di Londra.

Friday, April 13, 2007

Novità collezione Salotti Primavera 2007



Tante novità in arrivo...devo dire che un po' in tutti gli ambienti della casa stiamo rinnovando in modo deciso le nostre collezioni.

In particolare su salotti e divani ecco diversi modelli innovativi che hanno riscontrato un meritato successo al Salone del Mobile di Parigi.


http://www.arredamentidiotti.it/arredamento-dettaglio.asp?view=salotti&id=766&page=1

In questa scheda trovate buona parte dei nuovi modelli di salotto presentati, ognuno con il suo fattore di unicità.

Guru
Si basa sulla scocca del salotto Rondò per variarlo nei dettagli come la cuscinatura di schiena, i braccioli ed i pouff sagomati. Molto interessante l'uso congiunto di pelle e tessuto sugli stessi elementi.
Missouri
Concetto similare per questo salotto che impreziosice i tessuti con gli inserti in pelle. Attualissima la panca laterale curva.
Colorado
Bellissimo il Colorado...una linea simile al salotto Popper di Bontempi Casa, con lieve capitonè sui lati ed attualissimi decori floreali che abbiamo visto sui cristalli di Besana o di Snaidero Cucine.
Dream
Comodissimo il Dream...non brillerà per design rivoluzionario ma questo salotto è uno dei più comodi che abbia mai provato. I cuscini non "stanno mai a posto", ma la particolare imbottitura a strati differenziati lo rende unico: d'altra parte i salotti devono sì essere belli, ma quando li si usa veramente non è che li si guardi più di tanto! ;-)
Rodeo Drive
Molto bello l'abbinamento di colori, un altro salotto molto molto comodo con un design più moderno rispetto a Dream. Da notare lo schienale regolabile con meccanismo Relax.
Silhouette
Beh, il nome sembra quasi una presa in giro, viste le forme un po' cicciottelle. Perfetto per soluzioni con divani 3 posti + 2 posti