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Monday, November 16, 2009

Un soggiorno nuovo

Se state cercando un soggiorno per la nuova casa o se siete semplicemente stufi del vostro e volete dare un nuovo look alla zona living, allora leggete con attenzione questo post, perchè vi svelerò i segreti per trovare  le migliori soluzioni di arredamento per la vostra zona giorno.

Innanzi tutto dobbiamo porre interesse a cosa è indispensabile per noi. Cosa vogliamo? Cosa cerchiamo in un soggiorno? A nostra disposizione esiste un'ampia scelta tra cassettiere, contenitori, composizioni, pareti attrezzate, librerie, mobili porta televisione...insomma, veramente un vasto assortimento tra cui scegliere.

Ma allora come possiamo orientarci, in che direzione dobbiamo dirigerci? Ad esempio capire per prima cosa se a noi piace di più un soggiorno in stile classico, in legno di noce ad esempio, con una vetrinetta per i nostri cristalli. Una o due librerie gemelle, da riporre in modo ordinato i libri. Il mobile porta televisione, con le antine sotto, da poter riporre il lettore DVD, il video registratore o il lettore Hi Fi per ascoltare in compagnia della buona musica. Oppure se preferiamo un soggiorno in stile moderno. Dotato di composizioni sempre più accattivanti, dalle tinte laccate che trovano come punto di forza sgargianti colori, dalle proporzioni nei volumi, soluzioni tecniche che colpiscono l'occhio. Fatto questo, siamo già a metà strada.

A questo punto passiamo alla parte pratica e cominciamo a vedere un pò di stili differenti. Dobbiamo abituarci a pensare e non solo a farci colpire dal bello di un soggiorno o di un mobile. Nella nostra testa deve sempre "assillarci" la domanda: "Cosa cerco da un soggiorno, cosa fa al caso mio"?. Questo dipende solo da noi e dalla persona competente che troverete in negozio e che saprà ascoltarci e capire le nostre esigenze

Questo che andiamo a vedere è il soggiorno "Lounge". Con composizione sospesa e libreria, pianale e boiserie in rovere moro. I pensili e le ante sono laccati color avorio con frontali in vetro laccato dello stesso colore. Possiamo notare il gioco dei colori che si rincorrono di pensile in pensile. Uno spazio chiuso ed uno spazio aperto. Ricordiamoci la domanda: "Cosa serve a noi"? Spazi più chiusi per contenere servizi di piatti, tazze e cristalleria oppure abbiamo a casa tanti libri che vogliamo mettere in bella mostra? Abbiamo una collezione infinita di DVD perchè siamo amanti del cinema? 

Il soggiorno "Idea Noce" ha una composizione che abbina la linearità del design moderno alla tradizione del noce nazionale. Il risultato é una piacevole parete attrezzata. Le vetrinette pensili comprendono l'illuminazione interna. Andiamo a vedere i particolari di questa foto, possiamo constatare che sì, questi pensili sono a vista, ma sono anche protetti da un comodo vetro, in modo da proteggere le nostre cose dalla polvere, ma lasciandoci la libertà di apprezzare quello che noi andremo a riporvi. E poi la comodità di cassettoni, per non parlare di quell'ampio piano di appoggio. 

L'ultimo che andiamo a vedere oggi è il soggiorno "Omnia". E' un sistema giorno dallo stile classico, completo di tutto il necessario per ospitare tutte le apparecchiature dei soggiorni moderni e per ovviare a qualsiasi esigenza di spazio grazie alle moltissime soluzioni progettuali. La finitura noce, decisa e tradizionale, è alleggerita dalle ante in vetro disponibili anche in sei colori laccati.

Mi auguro con tutto il cuore di avervi dato una (piccola) mano, nel caso vi troviate a dover acquistare il vostro soggiorno nuovo. Capisco che a volte risulta difficile, soprattutto se in negozio vi trovate davanti ad un'ampissima scelta, ma ricordate che a fare la differenza siete voi, con il vostro gusto e le vostre esigenze. Alla prossima.

Friday, October 23, 2009

Un mondo in stile shabby chic

Sono molto felice, perchè questo pomeriggio vi parlerò del "mio" mondo, cioè delle stile shabby. Ma cos'è lo stile shabby o anche chiamato shabby chic? Letteralmente significa "trasandato chic", ma è un termine  nato da una rivista d'interni "Il Mondo", coniata addirittura nel 1980. La sua popolarità però, arriva dieci anni dopo, con la designer americana Rachel Ashwell. 

Questo stile d'arredamento si sposa perfettamente nelle grandi case di campagna, creando un bel connubio tra romanticismo e delicatezza nei colori. Ma oggi lo stile shabby, è voluto sempre di più da tutti noi, anche dal proprietario del classico appartamento in città. Sì perchè, se fuori dalla porta è tutto grigio e pieno di smog, nell'appartamento  shabby, troverete un'accogliente rifugio, un luogo avvolgente dove i colori dei toni pastello, sono capaci di donare calma e tranquillità. Dove circondati da morbidi tessuti, stoffe naturali, come lino, cotone e fresche stampe floreali, vi inoltrerete in un piacevole senso di pace e serenità. Quasi come essere sdraiati in un campo pieno di soffici margherite.

Il termine tecnico per definire un mobile in questo stile è "Decapè". E' una tecnica decorativa francese molto vecchia, pensate risale all'epoca di Luigi XV e appunto permetteva di far intravedere il colore sottostante nelle varie tinte del legno e le sue venature. Ma adesso basta parlare, voglio mostrarvi la meraviglia dei mobili shabby. Questi in particolare sono mobili da soggiorno:

Questa cristalliera Nostalgia è perfetta per chi vuole ricreare a casa propria, uno stile classico e curato nei minimi dettagli. Potete vedere come l'effetto anticato, lascia intravedere il colore sottostante del legno. I suoi ripiani sono in cristallo con bordatura laccata. E' un esempio armonico che racchiude bellezza e praticità. Ma vediamo un'altro mobile.

La credenza Nostalgia non può mancare in un bell'appartamento dall'anima shabby. E' il classico dei mobili, adatta a tutti i tipi di soggiorni. Infatti si sposa alla perfezione anche con i salotti più moderni. E' disponibile in diverse dimensioni e conformazioni ed in tre finiture: laccato bianco, laccato nero ed in noce. 

Vetrina Colony, le sue misure ridotte, solo 137 x 42 di profondità x 196 cm di altezza, la rendono capace di arredare ogni locale della casa. Dal salotto più grande a quello più piccolo, e sa impreziosire con gusto anche la camera da letto. Laccata ed anticata con ripiani in vetro con bordatura laccata. La lavorazione unita alla particolare finitura rende questa vetrina un mix di stile classico e rustico tradizionale. 

Spero con questo post, di avervi insegnato questa nuova parola "shabby" che ormai è diventata d'uso comune, anche se alcuni mobilieri ancora, quando sentono richieste di arredamento in questo stile, rimangono sorpresi da questa "nuova" parola e dopo qualche minuto di una vostra spiegazione, esultando convinti vi rispondono: "Ah...sì, country"! E a voi cade il mondo addosso! Fortunatamente ci sono aziende serie come appunto "Arredamenti Diotti" con a disposizione persone competenti, capaci di ascoltare ma soprattutto soddisfare ogni minima richiesta. 

Mi metto a vostra disposizione per una consulenza progettuale sulle stile shabby. Contattatemi alla mia e-mail: sarahtognetti@yahoo.it oppure venite a trovarmi sul blog Shabby Chic Interiors. A presto!

Thursday, September 24, 2009

Soggiorni moderni, armadi a muro e tradizione

I soggiorni moderni mettono al primo posto la funzionalità, perchè coniugano perfettamente esigenze di spazio e necessità contenitive, ma riescono nello stesso tempo a creare effetti estetici talvolta strabilianti, mischiandosi senza indugio con la tradizione.

Sto parlando di arredi in grado di rivestire letteralmente un'intera parete, trasformandola in luogo d'elezione per libri, cd, dvd, vecchie videocassette, televisori di ultima generazione e giradischi d'altri tempi. Sto parlando di mobili che inglobano ormai tutto il fascino delle vecchie credenze e soprattutto delle vetrine, quelle dove si esponevano, al riparo dalla polvere, oggetti preziosi. Insieme i soggiorni moderni sono anche librerie, mensole, scaffali.

Sto parlando di pezzi come il soggiorno Planning: componibile in diverse maniere, questo soggiorno può apparire come il muro di una volta, rivisitato nell'ottica dell'oggi, perchè dà l'impressione di trovarsi di fronte a nicchie scavate nella parete, boiserie in legno a tutt'altezza o ad armadi contenitivi a muro, tipici dell'arredo classico, ma lisci e minimali come nell'arredo moderno.


La stessa calda sensazione di una boiserie con nicchie, la danno altre composizioni del soggiorno Planning, dove moduli a effetto "muro" vengono accostati a pensili laccati lucidi o in vetro, decorati con estrema eleganza, ma anche con tocchi forieri di contemporaneità.



Anche il soggiorno Concerto in legno di rovere ha la particolarità di sembrare scavato nel muro, anzichè di essere un arredo a sè stante: la parvenza dell'interazione con la parete retrostante è data, oltre che dai numerosi ripiani regolari, anche dalla singolare forma delle ante quadrate. Queste sono provviste di vetro, proprio come le vetrine di un tempo, e la loro maniglia praticamente inesistente (poichè costituita da unghiatura) ne sottolinea l'aspetto uniforme e lineare, come appunto incassato dentro una parete, anzichè appoggiato fuori.


Non trovate una certa, nostalgica somiglianza con mobili come la libreria Accademia? Dove i muri giocano a nascondino con gli arredi e si confondono con essi?


Tuesday, November 18, 2008

Soggiorni classici tra Natale e tradizione

Il Natale è dietro l'angolo; fra poco, pochissimo, inizierà la frenesia dello shopping pazzo per regali e addobbi.

E se c'è una cosa che più di tutte rappresenta il Natale, soprattutto quello legato alla tradizione e alla religione, quella è il Presepe.

Avete un Presepe vecchio, brutto e in plastica? Non sapete cosa regalare a qualcuno a cui tenete davvero? Siete appena entrati nella vostra nuova casa? Ok, l'unica cosa da fare è comprare un Presepe nuovo, dove se ne intendono davvero e dove ne costruiscono ogni anno centinaia della più alta qualità artigianale al mondo.

Sto parlando di San Gregorio Armeno, la famosa viuzza di Napoli, direi proprio "breve, ma INTENSA", dove sono concentrati i migliori artigiani della terracotta e del sughero al mondo, dove risiede la tradizione secolare della Napoli più bella.

Colori, profumi, voci, espressioni dialettali tra le più colorite, accompagnano una visita piena di genuina sorpresa per creazioni che davvero hanno dell'incredibile. I paesaggi in sughero e legno sono delle piccole, grandi meraviglie, che rievocano le atmosfere arabeggianti o quelle medievali, l'ambientazione archeologica dell'antico impero romano o quella di piccoli villaggi abbarbicati.

Per non parlare delle lavorazioni di terracotta: particolari senza tempo, visi con espressioni efficacissime, vestiti pieni di drappeggi. Ogni sorta di personaggi, mestieranti di tutti i generi fissi o in movimento con invisibili meccanismi di precisione.

A San Gregorio ci si perde: la via è una sola, ma le possibilità sono infinite. E se non potete andarci di persona, le meraviglie dell'artigianato si possono ordinare, da qualunque parte del mondo.
Ognuno al momento dell'acquisto può creare a sua volta Presepi che siano piccoli gioielli personalissimi e originali, inventati su misura per i propri gusti e le storie che si vogliono raccontare. Presepi da tirare fuori solo a Natale, oppure da tenere esposti tutto l'anno, in casa perchè vere e proprie opere d'arte.

Solo una domanda: esporli, sì, ma dove?

Qui le risposte possono essere molteplici e, considerando comunque che opere senza tempo come queste, possono trovare collocazione anche in ambientazioni moderne, sicuramente la sede ideale di presepi di questo genere è per definizione un'ambientazione classica. Ingressi, soggiorni, salotti sono le zone preposte ad ospitare questo simbolo della tradizione, che sa di unione e di famiglia.

Ho trovato tra le proposte di Diotti A&F dei pezzi d'arredo che potrebbero essere la sede d'esposizione naturale dei Presepi napoletani, con le dovute precauzioni di protezione: qualche centrino in pizzo o altra foggia pregiata, potrebbe essere la soluzione ideale per sostenere il Presepe senza rovinare il prezioso materiale dei mobili Diotti.

La credenza Mediterranea in noce massiccio con maniglie in ottone fuso è l'esempio più calzante; un pezzo di assoluto pregio, con tanta attenzione ai particolari e alle linee sinuose.



Qui un Presepe napoletano sarebbe perfetto: spazio a sufficienza e colori che si fondono in sfumature simili.

Anche la credenza della collezione Fantasia, in legno massello di noce, è una possibile soluzione ideale, perchè unirebbe insieme due tradizioni senza tempo: quella dell'arredamento classico, sempre in voga, e quella dell'alto artigianato manuale.



Per non parlare di Gardenia, perfetta per le composizioni di Presepe di dimensioni più contenute: una vetrina ideale in pino massiccio.


Monday, April 7, 2008

I mobili classici, da dove vengono?

Ieri domenica 6 aprile mi sono alzato tardi dopo un bellissimo sabato sera passato cenando e scherzando con dei cari amici. Sostituito il pranzo con una bella tazza di cereali ho deciso di soddisfare un desiderio che avevo da qualche mese: visitare il Museo del Castello Sforzesco di Milano, ed in particolare la sezione dedicata ai mobili ed alle sculture lignee dal XV al XXI secolo.

La visita.
Era nelle miei programmi passare un po' di tempo anche nel Museo degli Strumenti Musicali, ma la sezione era purtroppo chiusa :-(
E' stato emozionante però vedere da vicino le "vere" origini del mobile classico, con un'esposizione di pezzi unici che seguono un percorso logico ed esposti in modo tale da valorizzarne le caratteristiche, complimenti quindi ai responsabili del museo.
E' giusto ammettere che mentre passavo qualche minuto davanti ad un cassettone di Maggiolini, per esempio, vedevo diversi altri visitatori "sorpassarmi" verso i pezzi ed i secoli successivi...in ogni caso una visita molto interessante e sufficientemente concisa per essere apprezzata anche dai non addetti ai lavori.



Le origini, fino al Seicento.

In fondo cosa vuol dire "mobile classico"?
Da musicista hobbysta penso un attimo alla musica classica: la musica classica è musica antica "colta" che è sopravvissuta al test impietoso del tempo, è diventata "linguaggio musicale" ed ora, nel 2008, ci sono compositori di musica classica "moderna". Si può dire praticamente lo stesso per i mobili classici: mobili antichi di alto valore artistico per questo sopravvissuti al test impietoso del tempo e diventati "modalità abitativa" ed ora, nel 2008, ci sono produttori di mobili classici "moderni".

Superando la forzatura voluta di questa metafora musicale possiamo dire che innanzitutto il mobile classico è innanzitutto "mobile" (e scusate il gioco di parole!) in quanto per motivi diversi non era certo da intendersi come sistema di arredamento (il concetto di mobili componibili è del secondo dopoguerra nel XX secolo). I poveri avevano pochi mobili per ragioni economiche; i ricchi avevano tanti mobili ma li movimentavano da una residenza all'altra (non sempre ovviamente ma era una modalità diffusissima, anche fra i reali), ed in ogni caso le "ambientazioni" erano abbastanza rarefatte (se si possono usare queste definizioni).
Ecco quindi cassoni e bauli per la movimentazione ed il "corredo", riccamente dipinti con scene mitiche e religiose, tavoli per il pranzo e stipi per riporre. Notevole ovviamente la commistione fra artigianato religioso e produzione di mobili, in quanto spesso la maestria e l'artigianalità richieste facevano capo alle stesse mani esperte: ecco quindi sculture in legno per chiese e cappelle.

Ho fatto una personale selezione dei pezzi più interessanti (a mio modesto parere):

Il Cassone di San Giorgio, in legno di abete dipinto, ed il Cassone dei Tre Duchi, in legno dipinto.

L'Adorazione dei Pastori ed il Nicodemo, entrambi in legno intagliato.


Piano di tavolo, in legno intagliato.


Stipo boemo in legno impiallacciato, e stipo ligure in legno intagliato.


Le immagini più grandi e le descrizioni dettagliate.

Ecco infine la raccolta di immagini scattate ieri al Museo del Castello Sforzesco, con le didascalie dettagliate per i più interessati:
- I mobili classici fino al Seicento
Le didascalie sono state ricopiate dai cartelli esposti sotto alle opere esposte: ringraziamo gli autori ed i responsabili del museo del Castello Sforzesco di Milano a cui va tutto il merito del lavoro svolto.


Il mobile classico nel 2008, nei negozi.

Lasciateci a questo punto la nostra parentesi pubblicitaria per segnalare come, a distanza di secoli, una tradizione così lunga ed importante si sia trasformata in mobili commerciali, accessibili ai più, che prendono spunto dai mobili antichi (o classici) per offrire però un modo moderno di vivere la casa.

Partiamo dai soggiorni classici e dalle cucine classiche e country.


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Prossimamente, appena possibile, la seconda puntata di questa serie con i mobili classici del Settecento e dell'Ottocento.

Saturday, May 26, 2007

Il "made in Italy" è sempre avanti, anche se...

...anche se il gusto anglosassone nell'arredamento d'interni può essere sempre spunto anche per noi arredatori italiani.

Come ho accennato all'apertura del blog ho un rapporto abbastanza "stretto" con la cultura anglosassone: viaggiando per Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, ed avendo ovviamente una deformazione professionale congenita, mi sono sempre soffermato ad osservare i mobili e l'arredamento che trovavo.


Il gusto e le tendenze.
La differenza principale fra gli arredamenti italiani e quelli anglosassoni sta nel differente approccio alla decorazione. Te ne accorgi semplicemente visitando normalissime abitazioni della cosiddetta "working class" o sfogliando "magazines" dedicati...ma il modo in cui me ne sono personalmente convinto è parlando di me stesso.

Negli ultimi 4 anni ho viaggiato molto e conosciuto (conosciuto bene in molti casi) tantissime persone da tutta Europa ed anche dall'Estremo Oriente. Quando nelle fasi iniziali della conoscenza si arriva alla domanda "What do you do for a living?", la mia risposta è ormai da qualche anno "Well...I'm an interior designer", senza dilungarmi su quello che faccio in dettaglio.

Sono proprio coloro che si interessano di più alla cosa (forse per cortesia, forse per reale interesse), che mi fanno accorgere di queste differenze. "...ma quindi come funziona? I clienti vengono da te e tu gli decori la casa?"

La differenza sta tutta lì, nella decorazione, e da sempre il concetto stesso di decorazione è strettamente connesso ad una concezione classica dell'arredamento.

Cosa non mi piace.
Partiamo quindi dalle cose in cui gli anglosassoni (a cui io sono tanto affezionato, non me ne vogliano) sono un po' "indietro": innanzitutto un certo tipo di mobile moderno noioso (poco componibile), di basso livello qualitatitivo e di scarsa personalizzazione; poi abbiamo le immancabili ed omnipresenti moquette (la loro "carpetry"). Ad eccezione di qualche loft "super-chic" direi che la moquette è assolutamente immancabile dalle abitazioni inglesi, spesso (sigh) anche in bagno. La moquette innegabilmente offre potenzialità decorative che pietre e parquet non offrono, è morbida, "calda"...ma spesso poco pratica e poco igienica (prima ancora di esprimere valutazioni estetiche). Forse per abitudine personale devo ammettere che potrei diventare un supporter delle moquette per le camere da letto: con una sobria tinta unita, dopo essermi lasciato le "sporche scarpe" nell'armadio guardaroba, posso godermi la morbidezza ed il colore della moquette senza preoccuparmi dell'aspetto pulizia-igiene.

Cosa invece mi piace.
Sul mobile classico già gli anglosassoni se la cavano di più che sui mobili moderni ;-)
Ci sono bellissime collezioni di sale da pranzo, un po' perchè le sale da pranzo sono particolarmente adatte alla classica configurazione di tavolo-credenza-vetrina, un po' perchè le abitazioni sono spesso conformate con la stanza salotto e con la stanza tinello magari non grandissime ma ben distinte.
Dove però il gusto inglese veramente brilla è nell'armonica commistione di linee e colori che si crea dal coordinamento fra moquette, carte da parati (spesso più carte sovrapposte), tende, tovaglie, cornici in gesso, zoccolini decorati e così via... A volte questi elementi sono anche fastidiosi se li si vuole mantenere con dell'arredamento moderno in quanto creano spessori che mal si conciliano con il concetto di mobili su-misura, ma bisogna ammettere che aiutano a rendere l'idea di ambiente perfettamente coordinato.
E' per questi concetti in fondo che i miei amichetti stranieri pensano appunto che mi occupi anche di queste cose ;-)
...e voi direte "ma allora su cosa possiamo prendere spunto?" Beh, sugli imbottiti per esempio, siano essi letti o salotti, gli anglosassoni mostrano, come del resto i francesi, una passione particolare che li spinge a lavorare sull'accostamento di tessuti diversi: in fondo anche il concetto di "table habillè", tavola abbigliata, usato come comodino o tavolino, ha la stessa origine.

Un'ultima differenza (ed un arrivederci).
Gli anglosassoni si traferiscono molto più spesso di noi e questo li porta a vendere armadi (spesso armadi a muro) e cucine insieme con la loro abitazione. Da qui un'attenzione maggiore per i letti, i salotti e l'area giorno in generale.
Appena possibile cercherò di postare le immagini di una recente fornitura fatta ad un nostro caro cliente di Harpenden, a nord di Londra.